Storytelling nel web marketing: 3 step necessari

Illustrazione 3D megafono evoca storytelling

Come raccontare una storia online?

Pensi sia un caso che Instagram (e altri Social Network prima e dopo di lui) abbia scelto la parola stories per identificare il posizionamento che conta quasi 500 milioni di utenti attivi ogni giorno?
fonte: Statista

Raccontare storie (letteralmente: storytelling) è un’abilità e un’attitudine intrinsecamente legata all’essere umano, alla sua evoluzione.

In un certo senso sono proprio le storie – che raccontiamo o che ascoltiamo – a renderci esseri umani.

“Anche quando il corpo va a dormire, la mente resta sveglia tutta la notte, raccontandosi storie.”

Jonathan Gottschall, The Storytelling Animal

Un buon storytelling è in grado di emozionarci, coinvolgerci, di cambiare i nostri punti di vista sul mondo, di insegnarci qualcosa.

Uno storytelling ben strutturato è in grado di catturare l’attenzione delle persone, scatendando emozioni fino al punto di persuaderle a compiere scelte che altrimenti non avrebbero fatto.
Ecco perché può diventare un potentissimo strumento di content marketing.

Lo scopo dello storytelling aziendale, infatti, è quello di evocare la componente emotiva legata all’acquisto di un prodotto o servizio, rendendola immediatamente (e inconsciamente agli occhi del cliente) più importante rispetto a quella oggettiva.

Ma come strutturare uno storytelling di successo?
Di seguito puoi trovare 3 spunti utili da applicare anche al tuo business.

1. Focalizzati su UNA storia (alla volta)

Definisci un messaggio chiaro e raccontalo in modo semplice.

Non devi scrivere un romanzo o girare un film.
Metti a fuoco una piccola verità che richieda l’attenzione dell’utente per un massimo di 2-3 minuti.

Parole d’ordine: pensa in piccolo, sii reale, emoziona!

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2. Segui uno schema

Una buona narrazione non deve annoiare l’utente.

È importante seguire un arco narrativo ben preciso: inizio – parte centrale – fine.

L’inizio è la premessa del tutto: deve stabilire la tensione drammatica che seguirà la narrazione.

La parte centrale delinea i conflitti che si incontrano strada facendo.
La fine è la destinazione: viene rivelata un’intuizione, una verità.

Stiamo parlando del modello AIDA (Attenzione – Interesse – Desiderio – Azione), uno tra i più utilizzati per coinvolgere il consumatore conducendolo verso l’acquisto.

3. Coinvolgi l’utente

Vuoi massimizzare lo sforzo profuso nella creazione di una storia?
Chiaramente supponiamo di sì!

Quindi, cosa fare?

Struttura il contenuto in modo che possa essere modellato e adattato per l’utilizzo su più canali.
Ma soprattutto fai in modo che il target di riferimento possa interagire con il contenuto che sta fruendo.
Un buon digital storytelling invita il pubblico ad immedesimarsi, interagire, e, in alcuni casi, a diventare addirittura parte della storia!

Chiudiamo con una precisazione, non meno importante di tutti i concetti già trattati.
Per ottenere il massimo da un’attività di storytelling, questa deve essere reale, vera.
Lo storytelling che come forma di comunicazione racconta una verità, lascerà nel fruitore quell’emozione che lo renderà indimenticabile.

Più il lettore – potenziale cliente percepirà come veri i valori del prodotto, del servizio, dell’azienda, più potrà identificarvisi e affezionarsi.
L’affezione emotiva al brand è una conquista molto importante nel marketing: il target non guarderà più (solo) al vantaggio economico o ad altri aspetti tecnico-oggettivi, ma sceglierà… trascinato dal cuore.

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